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Rupe su cui sorge Caulonia (Castelvetere)

Stemma nobiliare della famiglia ''Carafa della Spina''
Una passeggiata al centro storico di Caulonia è unesperienza senzaltro più significativa di qualunque altra cosa possa leggersi o scriversi sul suo patrimonio artistico. Vi si può cogliere un denso apparato stratigrafico, tra muri antichi e moderni, con una profonda percezione dello spirito del luogo come teatro del paesaggio. Il borgo si raggiunge svoltando dalla Statale 106, al bivio per Caulonia centro, da Caulonia Marina.
Il vecchio abitato sorge su uno sperone roccioso a circa 300 metri s.l.m. e fino al 1860 era denominato Castelvetere (vecchio castello), nome che compare in tutte le fonti documentarie antecedenti a tale data, come ad esempio nella cronistoria del Caracciolo che nel 1684, affermava: Castelvetere non si riconobbe inferiore a nessuna delle città calabresi come a nessuna delle greche. Lo stesso Fiore descriveva Castelvetere come una fortezza invincibile per la possente muraglia che la circondava e per i grossi baluardi muniti di cannoni. In effetti, nella parte alta lattuale centro storico è dotato di un castello normanno (X-XI sec.), attualmente conservato allo stato di rudere e dentro il quale in passato è stato collocato un imponente serbatoio idrico (come si può notare anche nella foto). Si presentava fortificato con scarpa e controscarpa, munito di fossato e ponte levatoio: secondo alcuni storici diede il nome alla città di Castelvetere.
Appartenuto agli Altavilla (1154), al Filangeri (1262), al Centelles (1462) e infine ai Carafa (1479), fu definitivamente abbandonato nel 1783 in seguito al violento terremoto che lo danneggiò gravemente. Delle numerosissime stanze, della pregevole chiesetta, del fortilizio con fossi, ponte, cortine e baluardi, non rimase che qualche rudere. Dopo il trasferimento a Napoli dellultimo marchese dei
Carafa, Carlo Maria, il maniero fu adattato a sede dei castellani. Da allora passò di proprietà in proprietà fino alla famiglia DAmato, la quale ancora oggi ne conserva il titolo.
Lappartenenza alla famiglia Carafa del feudo di Castelvetere è testimoniata anche dalla presenza del pregiato sepolcro marmoreo di Giacomo Carafa nella chiesa Matrice.

Mausoleo di Giacomo Carafa
Nella cinta muraria antica (che insieme al castello perimetrava il vecchio abitato) sono invece ancora visibili quattro porte medievali, ormai inglobate nel tessuto urbano:
Porta SantAntonio o del Salvatore (Redentore), lunica in arenaria; Porta Pusterla, collegata alle mura del castello, in pietra e mattoni; Porta Amusa, la porta degli orti e della strada lungo il fiume Amusa, prevalentemente in pietrame naturale; Porta Allaro, la più piccola, in pietra e mattoni, rivolta verso la costa sulla foce dellAllaro.

Partendo da sinistra: Porta Allaro, Porta Amusa, Porta S. Antonio, Porta Pusterla
Materiale estratto dalla nuova GUIDA DI CAULONIA, realizzata dall' Amministrazione Comunale - a cura di Maria Elisa Campisi